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Il mare, dunque.
Fra le innumerevoli metafore che il mare rappresenta - viaggio, attesa, lontananza, unione, tragedia, scoperta, distacco - Vocalia ne raccoglie almeno due per il 2009: il viaggio e la scoperta. Su questi due elementi è costruita la nona edizione, con l’intento di riprendere l’idea di un viaggio alla ricerca dei tesori nascosti e il piacere della scoperta di nuove voci e nuove passioni. Un viaggio per mare, toccando i porti che sul mare e sulla musica hanno costruito la propria storia e che con la musica restituiscono un insieme affollato di emozioni e ricordi, come un colorato vociare di genti diverse. Il primo approdo è la Sardegna dei Tazenda, il gruppo che in Italia ha per primo esplorato i temi della contaminazione musicale, dello sguardo curioso alle componenti etniche della propria terra e protagonista da oltre vent’anni di un segno musicale inconfondibile. Ai Tazenda viene affidata la sera d’apertura, venerdì 22 maggio, con un'affettuosa e allo stesso tempo significativa partecipazione: quella di Cristina Mauro, voce del gruppo friulano Flk, protagonista di un gioco di intrecci linguistici e musicali che uniscono il mare e la terra dei Tazenda alle nostre radici friulane più genuine.
Da Alghero il viaggio prosegue verso il Perù con la grande madre Africa di mezzo: sono questi i colori e i temi del concerto di Susana Baca, cresciuta in un villaggio di pescatori e di gatti nei sobborghi di Lima e divenuta l’icona di una musica latina che recupera le proprie radici africane. Susana Baca è in Sud America l’esponente più importante della ricerca di un’identità smarrita, il risultato è una voce di una forza e suggestione unica. Un raro esempio di serena intensità.
Come tutti i viaggi che alla fine trovano la rotta di casa, anche Vocalia conclude il suo itinerario a Genova, certamente il porto italiano più musicale di tutti, città che ha regalato alla canzone italiana le vette più alte mai raggiunte. Ci accoglie nel porto della sua città Gino Paoli con un gruppo composto dai migliori jazzisti del momento, per uno spettacolo che coniuga i grandi successi del maestro genovese alle più raffinate mescolanze jazzistiche. Un incontro che segna la pausa prima di un nuovo viaggio.
Gabriele Giuga